Noi al gelo, qualcun altro al fresco…
Noi al gelo, qualcun altro al fresco…
“Con la presente gli studenti del Liceo Scientifico P. Frisi di Monza vogliono mettere in evidenza alcuni aspetti che spesso vengono ritenuti secondari, se non completamente ignorati, dall’opinione pubblica e dalla politica, ma che riguardano il quotidiano nostro come di tanti altri studenti in questo Paese. Se l’istruzione è un diritto, dovrebbero esserlo anche le condizioni adeguate per lavorare in una scuola. Questo non succede nella nostra come in molte altre della città, della provincia, del Paese. Già a Dicembre in questo edificio scolastico abbiamo svolto lezione in condizioni di totale irregolarità a causa del funzionamento carente dell’impianto di riscaldamento [...] Il giorno 17 Gennaio abbiamo fatto il nostro ingresso in aule con caloriferi spenti e temperature molto vicine a quelle esterne. In gesto di protesta ci siamo rifiutati di svolgere lezione in sede, e a seguito di un controllo dell’ASL che certificava le condizioni di inagibilità dei locali la presidenza ha dimesso gli studenti. Questo avvenimento costituisce solo la punta dell’iceberg delle problematiche ambientali e strutturali che, di competenza della provincia di Milano o della provincia di Monza e Brianza, coinvolgono la nostra scuola e, ci teniamo a sottolineare, anche molte altre in questa stessa provincia. Infatti, questa sgradevole situazione non si inserisce certamente in un contesto roseo. A tal proposito vogliamo ricordare i lavori di ristrutturazione dell’edificio ancora fermi, e le finestre cosiddette “a ghigliottina” che, solo quando ormai stavano diventando un evidente pericolo per l’incolumità di chi vi sedeva affianco a causa dell’usura degli ultimi anni, sono state oggetto di un’opera di manutenzione per evitare il peggio. [...] Come studenti e cittadini non considereremo mai normale che le condizioni degli edifici e delle scuole pubbliche debbano necessariamente versare in condizioni di precarietà.
Questa lettera non racchiude solamente l’augurio che tali spiacevoli circostanze del microscopico non si verifichino più, ma vuole anche estendersi e unirsi alla voce di tanti altri studenti e giovani come noi lontani da quel teatrino della politica che si vede sulle prime pagine dei giornali, ma molto più vicini alla concretezza della realtà quotidiana.”
Questo scrivevamo esattamente un anno fa. Con rammarico prendiamo definitivamente atto del fatto che nulla è cambiato, e che ancora ci ritroviamo nelle medesime condizioni. Ieri, 16 Gennaio, la situazione si è ripetuta: sempre gli stessi precedenti, ancora una volta lo stesso spettacolo. Certo non ci aspettavamo che venissero installati i supporti tecnologici di accesso al sapere che citavamo, o che i lavori di ristrutturazione venissero portati a termine, o che solo ci potessimo liberare di quelle maledette finestre a ghigliottina che rischiavano di cascarci addosso. In questi mesi abbiamo ricevuto una circolare della provincia che ci avvertiva che il limite minimo di temperatura per l’ambiente interno all’edificio era stato abbassato a 16°C per ridurre le emissioni di inquinanti. Sarebbe ora legittimo chiedersi se, liberandosi di alcune logiche dell’assurda burocrazia del risparmio, non sarebbe stato meglio sostituire quelle finestre beneficiando del migliore isolamento termico che i nuovi infissi garantiscono, con conseguente risparmio per la collettività, riduzione dell’inquinamento, sicurezza e condizioni di lavoro dignitose. Rimaniamo sgomenti di fronte all’ennesima, sconsolante, avvilente testimonianza dell’approssimativa e disappassionata gestione della Res publica, sottomessa alle logiche della politica di basso consumo, delle poltroncine tarlate degli uffici dirigenziali dalle quali ci si comincia ad alzare solo quando arriva il momento della campagna elettorale, o quando intervengono i Carabinieri (come stiamo apprendendo dalle cronache di queste ultime ore).
Firmato: una buona parte di studenti
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